On the Line Dino – Acquafredda Quintet

•April 10, 2010 • Leave a Comment

 

On the Line
Dino Acquafredda Quintet | Philology – distr. IRD (2009)

di Roberto Paviglianiti

Sul suo profilo MySpace Dino Acquafredda si definisce come «un ragazzino di 50 anni». E per certi versi non possiamo dargli torto, perché i brani contenuti in On the Line, l’esordio a suo nome dopo una nutrita serie di collaborazioni, sprigionano la brillantezza e la fantasia tipiche dell’età fanciullesca.

Ma Acquafredda si rivela – anche e soprattutto – chitarrista di classe, preparato sotto il profilo stilistico e pronto a restituire emozioni che vanno oltre il mero tecnicismo. In tal senso è evidente la sua bravura nel saper trascinare il quintetto sia nelle situazioni torrenziali ("Urban Heat") che nello smorzare i toni quando c’è da invogliare alla riflessione ("For My Love").

Ad affiancarlo in questa avventura in studio alcuni interpreti di indubbio valore, tra i quali va segnalata la prova di Daniele Scannapieco al tenore e del pianista Davide Santorsola, per l’intensità espressiva dei loro interventi.

L’album si mantiene per tutta la sua durata – oltre un’ora, dove sono raccolti dodici originali firmati dal leader – su dei buoni livelli formali, grazie in particolar modo al fraseggio limpido e alle linee melodiche molto ben definite prodotte dalla band, in un’ambientazione sonora votata alla bellezza e dove non trovano spazio grinze e situazioni del tutto impreviste.

Visita il sito di Dino Acquafredda Quintet.

Valutazione: 3 stelle

Elenco dei brani:
1. On the Line; 2. Urban Heat; 3. Evidence; 4. Guardian Angels; 5. Good Lady; 6. Still; 7. Are You the Blues?; 8. Vision; 9. Moon Lite; 10. For My Love; 11. The Well; 12. Lotus Land.

Musicisti: Dino Acquafredda: chitarra; Daniele Scannapieco: sax tenore; Davide Santorsola: piano; Aldo Fusi: basso, Sergio Acquafredda: batteria.

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Recensioni: Pino Russo – “Darn that dream “ – Philology W 399 2

•April 9, 2010 • Leave a Comment

– Recensione su: Cadence – The Independent Journal of Creative Improvised Music – New York, Gen/Feb/Mar 2010 – pag.128
Pino Russo – Darn That Dream, Philology

Pino Russo in his debut recording gives us something special on Darn That Dream. It is about an hour of solo acoustic, nylon-string guitar recorded in one sitting, “live at home” without any audience but the player and his two-track tape. The guitar is closely miked, so every nuance of sound is audible, from harmonics and muted bass string thumps to the scraping on the body of the instrument. Russo plays a nice mix of standards from Django, Monk, Van Heusen and others, as well as three originals that fit in well. His work reminds me most of Jim Hall, and, when he swings, to the gentler side of Joe Pass. But like Sonny Rollins, he also has a love of quotation, as in the way he slips a bit of Rodrigo into his take on Corea’s “Spain.” The whole of Darn That Dream has a gentle, late-night kind of vibe, swinging easy, and is well worth searching out for any lovers of guitar.  (Phillip McNally)

– Recensione su: AXE – Periodico per chitarristi n°150 di febbraio 2010

Pino Russo – Darn That Dream (Philology)
Pino Russo è un musicista di consolidata esperienza con alle spalle numerosi riconoscimenti. Tra questi, quelli di miglior chitarrista nell’edizione 2009 del Premio Massimo Urbani. Il suo recente Darn That Dream, edito dalla Philology, conferma le sue qualità di chitarrista versatile rispetto agli opposti confini del jazz e della musica classica. Il primo versante è certamente testimoniato dalle scelte dei brani e dalle improvvisazioni, il secondo dalla tecnica. Pino Russo usa la chitarra classica e la sua tecnica riflette i suoi studi di Conservatorio. Il programma proposto spazia tra le famose Spain di Chick Corea, le latine Brasil, Mas Que Nada, gli standard come ‘Round Midnight, Darn That Dream, Nuages, la metheniana Last Train Home, e le sue composizioni Marea, Furore e Belem.

Le qualità di Russo sono senza dubbio la pulizia ritmica, la tecnica sulle ritmiche latine (ottimo l’uso dei bassi), la pienezza del suono (il CD è registrato in diretta e in perfetta solitudine a casa dell’autore) e, per chi apprezza questo genere di cose, la mancanza di ipocriti sperimentalismi, dissonanze forzate o eccessi armonici. Senz’altro un ottimo acquisto per coloro che vogliono ascoltare un buon jazz con la sonorità della chitarra classica e nello stesso tempo rilassarsi in un’atmosfera romantica mantenendo comunque alto il livello di qualità della propria collezione di CD. (G. Valli)

– Trasmissione Radio Battiti di Pino Saulo in onda su Radio Rai 3 (01 Ottobre 2009) (www.radio.rai.it/radio3/battiti)
"Battiti" è un programma di Pino Saulo con Nicola Catalano, Ghighi Di Paola e Antonia Tessitore.
Durante la trasmissione del 01 ottobre 2009, è andato in onda il brano “Spain” tratto dall’album “Darn That Dream” edito dalla Philology Jazz Records.
Il file è disponibile nell’archivio del sito all’indirizzo http://www.radio.rai.it/radio3/podcast/lista.cfm?id=3030 (Battiti del 01/10/2009).

– Recensione su: Il Manifesto di Sabato 19 Settembre 2009 (supplemento Alias)
Pino Russo – Darn That Dream (Philology)

Ecco un disco strepitoso grazie a rare semplici virtù: padronanza del mezzo, gusto dello stile, conoscenza del passato, senza per questo adeguarsi a inutili revival. L’appartato jazzman torinese offre un album onirico per sola chitarra (classica), tra “originals” (Belem, Furore, Marea) e sette standard fra Monk, Metheny, Django e Corea, Barroso e Jorge Ben: insomma un solista dalle magiche evocazioni, soffice nella melodia, delicato nel fraseggio, memore di Jim Hall, Joe Pass, Wes Montgomery: Darn That Dream “poetico, minimalista, virtuoso”, per usare le parole di Paolo Piangiarelli che riassumono esemplarmente un’arte improvvisativa maiuscola (G. Michelone.)

– Recensione su: Chitarre n° 282 – Agosto 2009
Pino Russo
Darn That Dream
Philology Jazz
In questo cd la chitarra classica ha movenze jazz, anche se nel senso non proprio tradizionale del termine. Infatti il jazz è presente nei numerosi titoli che scorrono nel lavoro con brani di Monk, di Metheny, di Reinhardt e di altri, ma è sempre riletto con un tono acquarellato, sobrio e in punta di piedi, nella ricerca di un ponte ideale di collegamento tra chitarra classica, latina ed espressione jazz. Anche “Spain” di Chick Corea è introdotta citando il “Concerto di Aranjuez” con tanto di tremolo.
D’altra parte, siamo comunque di fronte a un chitarrista jazz e questo conduce all’inevitabile reinterpretazione dei brani, alla riarmonizzazione, all’inserimento di cellule di improvvisazione anche in solo.
Il cd è stato registrato in diretta su due tracce e senza interventi successivi, in seguito alla vittoria come primo classificato al Premio “Incroci Sonori”: un bel riconoscimento per un chitarrista che in ogni caso ha già un ampio bagaglio di esperienza, e che insegna al Conservatorio di Alessandria e presso il Centro Jazz di Torino.
Capacità e tecnica sono al servizio dell’espressione, e alcune composizioni originali completano un bel disco, immediato e di ampio spettro musicale.
Giovanni Palombo

Recensione del CD "Darn That Dream" sul sito http://www.online-jazz.net   nella pagina "Recensioni" (Maggio 2009):

Pino Russo – “Darn that dream “ – Philology W 399 2 (a cura di Gerlando Gatto)
"Grande tecnica ma sempre al servizio delle proprie necessità espressive, gusto raffinato ed elegante, perfetta conoscenza di quanto la chitarra abbia saputo esprimere in campo jazzistico, nessuna voglia di stupire ma solo l’urgenza di comunicare attraverso la musica: queste le doti principali che emergono dall’ascolto di “Darn that dream” , album d’esordio del chitarrista Pino Russo, vincitore ex aequo con il pianista Francesco Marziani, della settima edizione del Premio Incroci Sonori di Moncalieri Jazz 2008.
Come ci spiega Paolo Piangiarelli nelle note che accompagnano l’album, la registrazione è stata effettuata “in casa” subito dopo la vittoria di Moncalieri e viene pubblicata dalla Philology senza editing, correzioni o tagli come fosse una lunga , ininterrotta live performance .
Il risultato è francamente sorprendente innanzitutto perché, come si accennava, si tratta di un debutto discografico , in secondo luogo perché Russo ha scelto la via forse più difficile vale a dire quella della solo performance, in terzo luogo perché, anziché ricorrere solo a proprie composizioni, in quanto tali,non confrontabili, ha scelto di misurarsi con pezzi celebri già eseguiti da altrettanto celebri musicisti. Così possiamo ascoltare, tra gli altri, “Spain” di Chick Corea, “Round about midnight” di Monk, “Last train home” di Pat Metheny, “Nuages” di Django Reinhardt, unitamente a tre sue composizioni.
Russo se la cava in maniera egregia evidenziando una straordinaria facoltà di “entrare” in ogni pezzo per coglierne l’intima essenza: per averne una conferma si ascolti con attenzione “Nuages” , forse una delle interpretazioni più riuscite dell’intero album. (G.G.)"

– Programma Radio Anima Jazz n° 352 (Maggio 2009)

per scaricare e ascoltare http://www.animajazz.it (cliccare sulla colonna a sinistra "animajazz n.352" per ascoltare la trasmissione all’interno della quale viene recensito il cd "Darn That Dream" e trasmesso il brano "Brasil" a metà circa).

Alice Claire Ranieri Quartet Every Song

•April 8, 2010 • Leave a Comment

Recensione di

http://www.jazzitalia.net/

1. Blue eyes (Lewis Taylor)
2. Every song (Andrea Frascaroli, adatt. Federico Garcia Lorca)
3. Medley: Soneto del amor obscuro (Andrea Frascaroli. / On green dolphin street (Bronilslau Kaper, Ned Washington)
4. The good life (Sasha Distel, Jack Reardon)
5. Good morning heartache (Dan Fisher, Ervin Drake, Irene Higginbotham)
6. Black Nile (Wayne Shorter, Alice Claire Ranieri)
7. Bewitched, bothered and bewildered (Richard Rodgers, Lorenz Hart)
8. Medley: King of Harlem (Andrea Frascaroli, adatt. Federico Garcia Lorca. / All blues (Miles Davis, Oscar Brown Jr.)

Alice Claire Ranieri – voice
Andrea Frascaroli – piano, arrangements
Stefano Cesare – bass
Gianni Di Renzo – drums
Guest: Piero Masciarelliguitar on track 4

Un quartetto nato nel 2005 che si auto-presenta con modestia come un gruppo di amici/studenti (la sezione ritmica che accompagna Alice Claire è in realtà composta da elementi di provata esperienza), che "credono nella loro crescita collettiva, amano trascorrere il tempo insieme e perdersi nella gioia di suonare il jazz". Alice Claire Ranieri Quartet incide con la label Philology il secondo album, intitolato "Every song", omaggiando il Federico Garcia Lorca delle "primeras canciones" (1927) e proponendo i suoi versi, tradotti in inglese: "Every song is the remains of a love. / Every light is the remains of a time. A Knot of time. / And every sigh is the remains of a cry."

Alice Claire colpisce immediatamente per la sua voce melodiosa dalla timbrica fresca, che non suona già troppo sentita; non punta sulla potenza e sembra divertirsi senza sosta con lo scat. L’album si apre con una magnifica interpretazione di "Blue Eyes" (di cui è presente anche un video clip che ritrae la cantante in un misto di candore e voluttuosità), dove Frascaroli non si limita ad accompagnare al piano ed arrangia uno splendido pezzo, probabilmente la punta di diamante di tutto il cd, tratteggiando variazioni dinamiche della melodia. "Every Song" è invece speditissimo e vede alternarsi ai versi di Gracia Lorca, lo scat giocoso della cantante, con gli assolo raffinati di Cesare al contrabbasso e di Frascaroli al piano, fino a quello conclusivo del batterista Di Renzo. La terza traccia è un medley che lega elegantemente "Soneto del amor obscuro" di Frascaroli e lo standard "On Green Dolphin Street" in un’atmosfera noir che sfuma a tratti in tonalità più serene e consente alla voce della Ranieri di farsi più "femminile" dando un diverso colore all’interpretazione.

Passando per il mood spensierato di "The Good Life" (con l’intervento di Piero Masciarelli alla chitarra elettrica) e per quello rilassato e romantico di "Good morning heartache", si giunge all’attacco improvviso di "Black Nile" affidato allo scat scoppiettante della vocalist che crea anche un testo semplice e breve giocando sui termini "blue" e "black". Il brano multiforme è eseguito in una versione "frizzante" e contiene un ottimo assolo di Cesare al contrabbasso che disegna melodie per certi versi contrastate dagli accordi ripetuti al piano da Frascaroli. Lo standard romantico e sognante "Bewitched, bothered and bewildered" ci mostra una Ranieri dolce ed emozionante che non teme il confronto Ella Fitzgerlald e tante altre interpreti da cui lo abbiamo ascoltato. Il lungo assolo di Di Renzo alla batteria avvia invece il medley che chiude l’album: apre con un "canto/parlato" dai tempi mutevoli Alice Claire ed è poi il piano di Frascaroli a presentarci la melodia di questo "King of Harlem" da lui composto su ispirazione dei versi di Garcia Lorca. Dopo un lungo spazio lasciato a piano e contrabbasso, la Ranieri interpreta con tutta la sua carica blues le parole che Oscar Brown Jr. scrisse sull’ultima strofa di "All Blues" di Miles Davis, rendendole, ancora una volta, nuove e personali.
Laura Mancini per Jazzitalia

Premio Massimo Urbani 2010 – XIV edizione

•April 6, 2010 • Leave a Comment

Concorso internazionale per solisti jazz

Bando di concorso Premio Internazionale Massimo Urbani “P.I.M.U.” 2010
XIV edizione
1 e 4 luglio 2010 – Camerino e Urbisaglia (MC)

Direzione artistica Paolo Piangiarelli

Provincia di Macerata
Università degli Studi di Camerino
Comune di Camerino
Comune di Urbisaglia

U

Il concorso internazionale P.I.M.U. ha lo scopo di onorare la memoria del leggendario sassofonista romano attraverso la valorizzazione di talenti del jazz nazionale e internazionale.

La partecipazione al concorso internazionale per solisti jazz, con la direzione artistica di Paolo Piangiarelli della Philology Label, è aperta ai musicisti di ogni nazione e strumento musicale, senza alcun limite di età.

La giuria assegnerà i seguenti premi:

– pubblicazione di un disco Philology con artisti di levatura internazionale
– il vincitore verrà chiamato a suonare nell’ambito degli eventi organizzati da Musicando Jazz
– borse di studio per Umbria Jazz, Nuoro, Siena e Arcevia

Le finali del concorso si terranno a Camerino e Urbisaglia (MC) nei giorni 1 e 4 luglio 2010.

La scadenza per l’invio delle domande di iscrizione è fissata al 30 aprile 2010.

Il Bando e la domanda di iscrizione è scaricabile dal sito www.premiomassimourbani.it

Per informazioni

Associazione Musicamdo
Mobile: 334/3922654
E-mail: info@premiomassimourbani.it

SOLO FOR CHET

•April 6, 2010 • Leave a Comment

 

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Introducing Lady Bird–Nicoletta Manzini–Renato Sellani

•April 5, 2010 • Leave a Comment

 

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Michela Lombardi e Phil Woods – Phil Woods Songbook vol 1

•April 4, 2010 • Leave a Comment

 

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